martedì, gennaio 08, 2008

Per Laure Manadou tutta colpa della gelosia
Poteva mancare l'ennesima puntata sul caso Manadou Marin? No, certamente. Come una diva navigata ecco che i retroscena (si fa per dire) della rottura della liason con l'italico nuotatore sono stati rivelati dalla nuotatrice francese sul settimanale Chi.
Grazie ad Alfonso Signorini, che ha preso bloc notes e si è scomodato per noi. Il motivo della rottura? La gelosia, secondo la Manadou. E ancora per un po' l'argomento terrà banco, sui giornali e sui blog.

giovedì, gennaio 03, 2008


La moratoria sull'aborto fa discutere
"Non sono teocon, parola buffa, non sono niente. Sono una persona..."

Oggi Il Foglio di Giuliano Ferrara è un capolavoro di giornalismo, checché ne dica Marco Travaglio sull'Elefantino. Con le armi della sana ragione, Giulianone spiega quello che direbbe, con le sue parole, anche una contadina dell'alta Brianza, rimasta ancora un briciolo saggia. Sempre che ne esistano ancora di contadine in quell'area geografica del nord Italia. E siano rimaste sane e sagge.
Intelligentemente, Ferrara ripubblica, fra l'altro, l'intervento di Pasolini contro l'aborto apparso sul Corriere il 19 gennaio 1975 e un altro testo dello scrittore pubblicato il 30 gennaio 1975 dal titolo "Questa singola, concreta, vita umana".
Molto interessante la presa di posizione del direttore del Foglio, di taglio basso nel giornale, dal titolo:
La moratoria dell’aborto e la politica Noi rispettiamo la politica, ma la politica rispetti le nostre idee
Questo l'incipit:
"Non posso impedire a una deputata di Rifondazione comunista di dire che la moratoria è uno strumento retrogrado per ricondurre le donne alla schiavitù procreativa, qualunque cosa significhino queste parole; non posso impedire a una pletora di insigni esponenti pubblici e parlamentari di equivocare, in buona o malafede, e inscrivere la moratoria dell’aborto da noi proposta tra le suggestioni "neoconservatrici" di una santa alleanza con il clericalismo; ho già detto d’altra parte che è una perdita di tempo discutere con le posizioni di chi si è bevuto il cervello, in ogni parte del panorama politico e culturale, e non vuole accettare e nominare le cose per quel che sono, per come si vedono a occhio nudo".
Per chi vuole continuare la lettura http://www.ilfoglio.it/articolo.php?idoggetto=37387

lunedì, dicembre 31, 2007

Un brindisi e una svista
Oggi la Stampa, il quotidiano di Torino, ha dedicato un breve cenno in prima pagina alla morte di Giuseppe Demasi, 26 anni, l'unico operaio della ThyssenKrupp ad essere sopravvissuto al rogo del 6 dicembre. Ora i morti sono sette, cioè tutti gli operai che in quella notte sono stati investiti dall'onda di fuoco che si è sviluppato all'interno della fabbrica.
Un piccolo cenno, quasi nascosto, nella colonna di sinistra del giornale.
Peccato. Pensavo che il giornalismo servisse anche a rendere onore ai sacrifici di chi è scomparso. Forse alla Stampa, il quotidiano di Torino, si è trattata semplicemente di una svista...
Vorrei brindare, questa sera, anche in ricordo di questo ragazzo.

venerdì, dicembre 21, 2007

UNA DIETA SPECIALE
Buon Natale dall'Elefantino
da Il Foglio venerdì 21 dicembre
Per la moratoria sull'aborto, perché siano garantiti fondi al movimento per la vita. Una scelta semplice: consiste nell'assumere soltanto liquidi dalla vigilia di Natale a primo dell'anno.
Chi voglia associarsi sarà il benvenuto

Una dieta speciale per la moratoria sull’aborto. Perché siano garantiti fondi al movimento per la vita e ai centri di assistenza che lavorano contro l’aborto, come ha chiesto ieri il giornale dei vescovi e come dovrebbero chiedere i giornali borghesi e laici. Una dieta semplice, che consiste
nell’assumere soltanto liquidi dalla vigilia di Natale (dalla mattina della vigilia di Natale)
al primo dell’anno (alla mattina del primo giorno del 2008). Non lo chiamo digiuno
perché sono grasso, sebbene io pensi in generale di essere felicemente grasso e di recente mi senta un grasso molto in forma, orgoglioso di avere lo stesso peso corporeo (quello mentale è un altro paio di maniche) attribuito a Tommaso d’Aquino. Questa è la mia decisione, e chi voglia
associarsi sarà il benvenuto. Non chiamatela testimonianza, perché la testimonianza
è sorella del martirio. Chiamatela per quello che è. Una dieta speciale contro l’ipocrisia
e la bruttezza di un tempo in cui la morte viene bandita in nome del diritto universale alla vita e blandita, coccolata come un dramma soggettivo, nella spregevole forma, e molto oggettiva, dell’aborto chirurgico o farmaceutico. Terrò un diario pubblico dalla casa di campagna in cui mi ritiro, lo terrò in questo giornale e, nei giorni in cui non sarà in edicola, nel suo spazio sulla rete
(www.ilfoglio.it). Ho consultato il mio medico e mi ha detto che posso fare quel che faccio senza troppi problemi, basta bere molto, dosare le pillole antidiabete ed eseguire qualche banale controllo della glicemia e della funzione renale. Non è un sacrificio eccezionale, tutt’altro. E’ un
altro modo di fare festa. E’ una cosa che non mi sarei mai sognato di immaginare nella vita e che in genere mi ispira una tremenda diffidenza: una buona azione. Buon Natale.

mercoledì, dicembre 19, 2007

Carla Bruni, Sarkzoy e Lina Sotis
quattro passi in Galleria, e una spiegazione
Non faccio parte di una certa classe sociale borghese e salottiera. E non sono snob. Non vengo invitato alle feste. Al massimo, un aperitivo analcolico, da solo, con tre olive e due patatine. Quindi, è facile che certe battuteproprio mi sfuggano. Non le capisco...

La notizia che tiene banco in questi giorni e che lievita "la cultura pop (che) è fatta di molte cose che magari consideriamo scemenze ma che ci divertono: eventi e orrori del costume nazionale e internazionale, matrimoni reali, libri-film-canzoni di culto, problemi di vita e di immagine dei personaggi pubblici, e parecchio altro ancora"(Maria Laura Rodotà), è, naturalmente, la liason fra il Presidente francese Sarkozy, e l'ex modella, ora cantante, ora innamorata, Carla Bruni. La battuta, tornando a bomba all'argomento principe di questo post, l'hascritta Lina Sotis, sul Corriere della Sera di oggi nella rubrica Qui Lina. Oggi, mercoledì 19 dicembre: detto fra parentesi, questa data mi ricorda che manca poco a Natale. Ma questa è un'altra storia.
Per Lina Sotis, quindi,
Sarkozy è un uomo abbandonato.
Sceglie una ragazza che prende e lascia con facilità.
Si suppone che i brividi orizzontali del presidente non finiscano qua.

Mi scusi, gentilissima signora Sotis, ma perché "brividi orizzontali", dovrebbe provare Monsieur President, e non anche quelli "verticali"?
Ed, eventualmente, qual è la differenza?
Se lei, Carla e Monsieur le President, doveste passare dalle mie parti, potreste spiegarmi.
Anche se vivo in una cittadina della cintura milanese ma in trenta minuti di metropolitana, posso raggiungervi e ci siederemo ad un tavolino, vicino al Duomo. Altro che Eurodisney!