venerdì, luglio 25, 2008

La scomparsa di Enzo Moser

Una notizia triste: Enzo Moser, fratello maggiore di Francesco Moser, ha perso la vita in Trentino, schiacciato da un trattore mentre si trovava nei campi per lavoro.

Enzo, con un trascorso da ciclista professionista e maglia rosa per due giorni al Giro d'Italia 1964 stava lavorando nei campi nella zona di Giovo, quando intorno all'ora del pranzo è avvenuto l'incidente.
Nato il 5 novembre del 1940 a Palù di Giovo, ccome il fratello, Enzo Moser fu un buon corridore, professionista dal 1962 al 1967, vinse, fra l'altro, il Giro del Trentino.
Sposato, quattro figli, come i fratelli si uccupava da sempre anche dell''azienda agricola di famiglia, sulle colline di Giovo, la sua terra d'origine.

giovedì, luglio 24, 2008

Mandarli a lavorare

La proposta emerge oggi dalle pagine della Gazzetta dello Sport. Chi incorrerà nel doping, dovrà essere radiato. Lo scrive oggi la rosea, in un articolato servizio che raccoglie i pareri di alcuni personaggi del mondo del ciclismo. Fra questi, anche quello di Francesco Moser, ex corridore, nonché uno dei personaggi più noti dello sport italiano.
Certo, mandarli a lavorare è il minimo. Far cambiare mestiere a un truffatore è doveroso. Tuttavia, il metodo mi pare eccessivo. Tutto questo massimalismo quando per anni il sistema ciclismo, nel suo complesso, è sembrato tollerare, sembra fuori luogo.
Una proposta. Fare un po' come nell'atletica. Alla prima falsa partenza scatta l'ammonizione. Alla seconda si esce dalla pista.
Una buona notizia. Sembra che l'antidoping abbia fatto passi da gigante. Non c'è Cera che tenga. La Roche, azienda produttrice, ha inserito dei traccianti nel prodotto facilmente avvistabili. Sperém.

giovedì, luglio 17, 2008

Riccò, la favola è già finita



Finisce la favola di Riccardo Riccò al Tour de France e probabilmente anche dal ciclismo professionistico. Il capitano della Saunier Duval, vincitore di due tappe in questa edizione della Grande Boucle e nono in classifica generale è risultato positivo ai controlli antidoping effettuati tra il 3 e il 4 luglio. Questo risulterebbe dal sito del quotidiano francese L'Equipe, il primo a dare la notizia, che cita fonti dell'agenzia antidoping transalpina.


Nelle urine del ciclista sono state trovate tracce di EPO di terza generazione, la cosiddetta Cera (Continuous Erythropietin Receptor Activator), un attivatore continuo dei recettori dell'eritropoietina che stimola la produzione di globuli rossi. Mille euro il costo di una fiala di questa nuova EPO.
Non ha fatto tempo ad illuderci, poca roba, ancora, le sue prime imprese. Le accuse sono molto gravi e i controlli, ora, difficilmente possono sbagliare.
Il ciclismo, ancora una volta, esce con con le ossa rotte.

lunedì, luglio 14, 2008

Riccardo Riccò, ovvero Pantariccò

Accostamento da brivido. Similitudine impossile. Eppure, ieri, è nato il Pantariccò. Il corridore di Formigine, alla sua seconda vittoria al Tour, ha risvegliato la tifoseria dal torpore in cui si trovava dopo la caduta e il dramma dell'histoire Pantani. Il corridore, all'anagrafe, si chiama Riccardo Riccò, nato bevendo latte e assaporando le imprese di Marco Pantani, suo idolo. Del Pirata ha ereditato il massaggiatore. Per questo motivo lo contestano. Ha un valore del sangue alto di natura, così è riuscito a dimostrare. Un cocktail esplosivo, una parlantina micidiale, una testa calda che è come buttare benzina sul fuoco, dentro il gruppo. Molti lo detestano, fra i corridori.
All'esordio non ha avuto vita facile. L'ematocrito alto è l'anticamera dei sospetti. Ma diciamolo. Ieri ha vinto alla Pantani. E alla Riccò. Sapendo mescolare le due miscele esplosive. Ha attaccato senza pensarci troppo alla strategia. E ha vinto. E questo conta. E' partito in salita, più o meno, come quell'altro che lo guarda dalcielo. I primi cento, duecento metri, sono stati così. Poi ha corso alla Riccò. Con meno furia. Con meno scatti. Lasciando agli avversari il dubbio che potesse persino cedere. Poi è andato per la sua strada. Sul terreno meno favorevole ha tenuto e non ha perso.

domenica, giugno 22, 2008

Italia - Spagna, perdono gli imbecilli

Come è andata lo sappiamo. Partita persa ai rigori. Spagna, ottima squadra ma che ieri non ha dimostrato diessere stellare, forse anche grazie agli italiani che in qualche modo sono riusciti a intrappolarla e Italia troppo stentata per poter aspirare ad andare avanti. Peccato.

Cose egregie e fantasiose da Cassano. I lungagnoni davanti - vedi Toni - incocludenti. Rigori sbagliati. Matati.

La partita peggiore, però fuori campo. A Milano dove, dopo la partita, alcuni giovani "tifosi" italiani, con leteste rasate, hanno sfogato la loro rabbia rincorrendo e picchiando alcuni spagnoli, qui in Italia, probabilmente per studiare.

Imbecilli. Ma non li hanno ancora arrestati?