martedì, gennaio 30, 2007

Scuola di Scrittura Flannery O'Connor, aperte le iscrizioni

Pubblico il comunicato stampa relativo all'apertura delle iscrizioni alla Scuola di Scrittura Flannery O’Connor di Milano, diretta e condotta da Luca Doninelli e Davide Rondoni.

Riparte la Scuola di Scrittura Flannery O’Connor di Milano con la nuova edizione per il 2007. Rivolta a formare scrittori e sempre alla ricerca di quanti perseguono l’incontro con una forma espressiva, mossi dall’esistenza della letteratura e della poesia.

La Scuola ‘Flannery’ - che lo scorso anno ha avuto un notevole successo- propone tre modalità per un percorso in 4 mesi: Lezioni e dialoghi sui testi degli studenti, Laboratori di scrittura e incontri con Autori ed editor.

Il Programma:

Ecco allora lo scrittore milanese Luca Doninelli, da sempre animatore di questa realtà, proporre il percorso L’avventura della Forma. Da J. Joyce a Mcarthy. Il poeta Davide Rondoni una serie di interventi sul tema La realtà della poesia Affianca nel costante lavoro di Laboratorio si scrittura che accompagna le lezioni Giuseppe Braga.

Portano la loro preziosa e diversificata esperienza gli Autori:
Camilla Baresani (i cui primi passi partono proprio da questa Scuola di scrittura), Milo De Angelis, Claudio Magris, Salvatore Mannuzzu, Beatrice Masini, Andrea Vitali. Questi incontri sono aperti anche ai non iscritti: ai Soci del CMC e agli amici dei corsisti.

Gran finale con Reading pubblico al Mama Cafè di via Camminadella e pubblicazioni sulla rivista ClanDestino di Bologna.

Dichiara Doninelli nei Punti fermi della Scuola: “Non vogliamo favorire l’irreggimentazione stilistica e la correttezza generica (improntata a regole, a precetti) che ci rende alla fine un po’ tutti uguali. Un “quid” di disimpegnato che molta gente chiede: niente più che delle istruzioni per l’uso”“Non parleremo di nulla che non emerga dal lavoro sul campo. Diffideremo sempre delle indicazioni di carattere generale, tranne quando saranno la risposta voluta a un’esigenza condivisa”.

Un’impostazione che si ritrova in una dichiarazione del prof Ezio Raimondi, del Comitato Scientifico della ‘Flannery’ insieme a Claudio Magris, Milo De Angelis, Franco Loi e Eddo Rigotti (docente all’Università di Lugano):“In questa battaglia contro ciò che si ripete e perde significato, contro lo stereotipo, è difficile pensare a un’attività che non passi attraverso ciò che in altri tempi abbiamo chiamato letteratura”

Una Scuola per conoscere e praticare come nasce, come prende forma e perché, quella misteriosa comunicazione dell’esperienza che è la scrittura. Un rapporto tra persone per mettere alla prova il proprio talento, per esercitarsi, misurarsi con la letteratura, scoprire gli aspetti creativi e vitali della scrittura.
Un luogo di incontro dove confrontare e paragonare la propria cultura e umanità.

Appuntamenti:

Gli appuntamenti saranno il lunedì dalle 18,15 alle 20,15 presso la Sala del CMC, via Zebedia, 2 (MM3 Missori) con frequenza pressoché settimanale. Inizio Scuola: 26 febbraio – termine 18 giugno 2007 Iscrivendosi alla Flannery O’Connor si è Soci gratuitamente del CMC per 1 anno

L’Iscrizione è di € 270,00, favoriti gli Studenti universitari con € 170,00 e gli iscritti alle edizioni precedenti per garantire l’approfondimento con € 80,00.

Termine ultimo entro il 23 febbraio, salvo esaurimento posti.
La Scuola Flannery O’Connor rilascia il Diploma/Attestato valido ai sensi di legge
e per il Credito Formativo dell’Università, ove riconosciuto dal titolare della CattedraUniversità Cattolica di Milano, Facoltà di Scienza della Formazione Credito Formativo di 5 punti

Un aggregatore di poesie

Dal sito di Vibrissebollettino di Giulio Mozzi, ecco una bella segnalazione. C'è un aggregatore di poesie. Clicca qui se ti interessa.
Fra gli interventi, aggregati, c'è un intervento di Lello Voce a proposito dell'ultimo lavoro poetico "Maria" di Aldo Nove.

venerdì, gennaio 26, 2007

La Gazzetta cambia, ma dove va?

La Gazzetta dello Sport cambia. Cambierà. Sul blog della rosea curato da Carlo Annese, se ne parla. Fino ad oggi sono stati lasciati una decina di commenti, sollecitati dallo stesso giornalista che scrive:"Riprendo i commenti al post su La Gazzetta e la parola (di don Milani), non tanto per rivelare segreti (di Pulcinella, visto che nei giorni scorsi ne hanno parlato sui media specializzati in comunicazione e marketing i vertici aziendali), quanto per chiedere a voi una condivisione ulteriore, un'analisi di quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni. Insomma, vorremmo capire se la strada che stiamo per intraprendere è quella giusta oppure no".

La Gazzetta - ricorda ancora Annese -vuol diventare "il" giornale popolare italiano per eccellenza, quello che forse non è mai esistito, nemmeno ai tempi de L'Occhio (qualcuno forse lo ricorderà) inventato da Maurizio Costanzo e rapidamente scomparso. L'obiettivo non è così irraggiungibile, potendo partire dalla base più popolare che si possa immaginare: lo sport, e il calcio in particolare.
Il primo passo è la nascita di una sezione dedicata all'attualità extra sportiva: i fatti del giorno, descritti in maniera essenziale e commentati e spiegati da firme grandi ma tutt'altro che convenzionali, così da fornire l'informazione che serve per capire ciò che accade nel mondo; informazioni "di servizio"; uno spazio costantemente dedicato a libri, musica, film; e rubriche di curiosità, che contribuiscano all'informazione di base".
Questo è l'intervento che del blog della rosea che ho ripreso quasi per intero. Per gli appassionati di sport, il cambiamento della Gazzetta è un fatto importante. Con la Gazzetta da ragazzini si è sempre avuto un rapporto, magari di amore, magari di rispetto, magari qualcosa d'altro. Persino di odio se si amava alla follia un certo sport, cosiddetto minore, e poi ci si vedeva che il calcio, spesso, cannibalizzava tutto. Eppure alla Gazzetta, diciamo noi sportivi, ci siamo affezionati. Con i pregi e i difetti. Esaltando i pregi, innamorandosi degli eccessi, e tenendo i limiti a debita distanza.
La Gazzetta ha seguito l'inclinazione dei vari direttori che l'hanno traghettata negli anni con il cuore e la ragione. Gli esempi (basta Cannavò, ad esempio?) sarebbero numerosi. Ora si cambia ancora. Sulla Gazzetta qualcuno ha imparato anche a leggere. Con la Gazzetta, ci siamo innamorati della gratuità del gesto atletico. Ci siamo riempiti gli occhi delle imprese dei campioni, abbiamo accarezzato i profili delle montagne dei grandi giri ciclistici.
In definitiva, la rosea ci ha attrezzato di un mondo che ci era sconosciuto, fatto di atleti, sudore, palestre, ascensioni, gol, eccetera eccetera. Con la rosea abbiamo elaborato un mondo, proprio quando stavamoper diventare grandi. Adesso cambia, ecco perché ci interessa parlarne.
Sul blog della rosea, nei commenti, non manca qualche critica sul nuovo corso.

mercoledì, gennaio 24, 2007

Arriva Dieci, nuovo quotidiano sportivo

Il mondo giornalistico sportivo è in fibrillazione in queste ultime settimane. Due novità. La nascita di Dieci, un nuovo quotidiano e il cambiamento annunciato della Gazzetta che vuol diventare "il" giornale popolare italiano per eccellenza. Della Gazzetta parlerò in un prossimo post.
Intanto vediamo a Dieci. Le prime indiscrezioni sono apparse su Dagospia e riprese da Pubblicità Italia. Si sa anche che fino ad oggi sono stati fatti un centinaio di colloqui, e anche più, per mettere in piedi una redazione di circa 40 persone. Dovrebbe essere un free press, ma non è detto."Sarà in edicola fra la fine di febbraio - secondo quanto annuncia Pubblicità Italia - e l’inizio di marzo il primo numero di Dieci, un nuovo quotidiano diretto da Ivan Zazzaroni. Lo riferisce il sito Dagospia.
Dieci sarebbe il quinto quotidiano italiano dedicato allo sport, affiancandosi alla Gazzetta dello Sport (Rcs), a Tuttosport e al Corriere dello Sport-Stadio (Gruppo Amodei) e al nuovo free press Sport 24. Zazzeroni ha avuto una lunga esperienza proprio nel Gruppo Amodei: è stato infatti direttore del Guerin Sportivo e di Autosprint (settimanali sportivi di Conti Editore) e caporedattore del Corriere dello Sport-Stadio. Dal 2002 è opinionista della Rai (Quelli che il calcio, Domenica sportiva, Figli di Eupalla).
Fra gli editori di Dieci, compare Alberto Donati (Corriere dell’Umbria). “C’è stato un progetto – dichiara –, discusso con altri partner”. I finanziatori, secondo Dagospia, sarebbero alcuni imprenditori romani in cordata. Dieci, che avrà 40 pagine a colori, dovrebbe essere confezionato dal service Editing, che da circa un anno non realizza più il settiimanale sportivo Controcampo, riportato ‘in casa’ da Rti-Mediaset. Fra le firme, possibile quella di Italo Cucci. Lo stile dovrebbe essere un mix fra quello prorompente del giornale spagnolo Marca e quello aggressivo di Libero. Aggressivo sarà anche il prezzo: 50 centesimi. La distribuzione dovrebbe essere a cura di Mondadori".

martedì, gennaio 23, 2007

Pubblicare?

Un articolo di Gabriele Pedullà apparso in Alias, supplemento settimanale del quotidiano il manifesto, sabato 20 gennaio 2007 è illuminante circa quanto sta accadendo nel mondo editoriale. Chi vuole, può leggerlo su Nazione indiana, qui. La segnalazione è stata fatta anche da Vibrisse di Giulio Mozzi.