lunedì, novembre 13, 2006

Vibrisselibri. come pubblicare passando dalla rete

Il 16 novembre 2006, alle ore 11.30, a Roma presso il Caffè Fandango (Piazza di Pietra 32/33), si svolgerà la conferenza stampa di presentazione di vibrisselibri.

Partecipano: Lucio Angelini, responsabile del Comitato di lettura; Gaja Cenciarelli, responsabile della redazione; Giulio Mozzi, ideatore di vibrisselibri; Demetrio Paolin, autore del saggio Una tragedia negata pubblicato da vibrisselibri; Filippo La Porta, critico letterario.

L'iniziativa sarà presentata 12 dicembre a Milano presso la Libreria Feltrinelli di Via Manzoni (ore 18).

Se vuoi saperne di più sul progetto, allora vai a questa pagina:
http://www.vibrisselibri.net/

ATOMO, oppure: "Fulgidi amori, ameni siti e perigliose cacce"

Blogodramma a puntate. L'avventura continua.

Il manoscritto sulle perigliose, picaresche, improbabili avventure di Atomo sta pian, piano, girando fra amici, conoscenti e qualche collega di lavoro. Mentre nel frattempo il tomo è arrivato in copia unica o in doppia copia a quattro distinte case editrici per la lettura. Facendo due calcoli, poiché non conosco direttamente nessuno nell'ambiente, le prime risposte, positive o negative, potrebbero arrivarmi non prima di Natale. Così affermano - mettendo abbondantemente le mani avanti - le case editrici nei loro siti.
C'è anche un misterioso agente letterario che si sta dando da fare per interessare altre due case editrici editrici, che chiameremo N. e M.

Non è facile interpretare il sistema editoriale. Si va avanti per tentativi. Si legge, si prova ad acquisire informazioni e conoscenze sui meccanismi e le persone che sovraintendono, ma la sensazione, alla fine, rimane sempre quella: è come buttare una bottiglia nel mare e sperare che, prima o poi, a qualcuno venga il desiderio o la curiosità di raccoglierla. Buttare un sasso nell'acqua e attendere.

Le letture "casalinghe" hanno dato buoni riscontri, cioè, in sostanza, lo scritto è piaciuto. Ho come due tipi di lettori davanti a me: chi è già in qualche modo coinvolto nel mondo editoriale e chi, invece, è distante dalla "macchina", dalle redazioni editoriali, dal mondo giornalistico o letterario o altro ancora. Una persona che conosco bene, e che in questo mondo ci vive e lavora, si è appassionata alla lettura delle gesta di Atomo. Mi ha scritto anche delle note a lato del testo, in matita. Ho seguito i suoi consigli; c'era, in particolare, un discorso nel quale ho un po' pasticciato e non si capiva bene a chi attribuire i discorsi diretti. Ma, nel complesso, le correzioni da "editor" sono state molto discrete (usata la matita) e professionali.
Un altro lettore, questo invece appartiene alla categoria, diciamo così, dei "non addetti ai lavori", lo sta leggendo da un paio di giorni ed è già oltre la metà. Ho scambiato due parole con lui e mi sembra abbia capito, nel senso che è stato investito bene dal senso della storia, dai primi due capitoli. E' un lettore attento, che dà molte soddisfazioni perché coglie le sfumature; ha capito, per esempio, che ci sono dei "non detto" che rivelano qualcosa, episodi abbozzati che non si sa bene come si svolgono, dove vanno a parare, ma tutto è compreso in questa storia, funzionale allo spirito dei personaggi. Mi ha detto questa mattina che ci sono un paio di cose molto interessanti in questo racconto e me parlerà. Ho capito anche che ha anche delle critiche o, semplicemente, delle cose che mi vuole dire. Sentirò, ascolterò. Sono molto interessato a quanto mi dirà. Penso che entro la fine di questa settimana, terminerà la lettura.

Per quanto riguarda l'agente letterario, bisogna che faccia bene il suo mestiere. Ogni tanto telefonare per sapere come va, ma senza esagerare. Ad interposta e fidata persona. Si attendono tempi lunghi. Come vedete si deve tessere la tela.
(continua)

venerdì, novembre 10, 2006

La squadra scomparsa, giallo per ragazzi


Il calcio e un gruppo di ragazzi che sparisce nel nulla. Ci sono gli ingredienti sufficienti per scrivere un libro appassionante. L'autore, Roberto Perrone, è un giornalista del Corriere della Sera, che scrive di sport e che ha iniziato la sua carriera al Giornale di Montanelli. Oggi è anche il cronista sportivo di riferimento per il settimanale Tempi. Se vedete aggirare una figura tonda e piena dalle parti di via Solferino, allora è proprio lui.

La trama: i ragazzi della squadra milanese della Matrone sono invitati a partecipare a un torneo internazionale in Spagna. Durante il torneo, l'intera delegazione dei nigeriani svanisce nel nulla.

Si apre così un appassionante caso poliziesco su cui un aggiungo altro per non togliere il gusto della lettura...Perrone non è nuovo alle fatiche di penna. Con il suo Banana Football Club, la prima avventura dei ragazzi della Matrone, ha vinto il Gigante delle Langhe 2005.
Foto: Fabbri Editore

(Angelo De Lorenzi)

martedì, novembre 07, 2006

Dai tetti in giù

Pubblico il commento che ho inserito sul sito http://www.vibrissebollettino.net
che ospita l'intervento di Ferruccio Parazzoli nel fascicolo 5/2006 della rivista Vita e pensiero dell'Università Cattolica di Milano

Io ho cominciato a girare per metropolitane e per piazze e guardo le facce, e annuso la gente, specie quella che non è elegante. E alla sera inizio a scrivere. Guardo il Duomo e mi sembra che ci sia un'analogia fra l'idea di base di quell'architettura che l'ha generata (tante guglie, santi, volti, taluni nascosti alla vista) e la gente che, sotto, cammina, staziona, passeggia.

Non so come andrà a finire.

Quando avrò iniziato a ordinare un po' il materiale, vorrei parlarne con lei, Ferruccio Parazzoli, che non conosco e sapere che cosa ne pensa.

Oggi ho visto tre zingarelle in metropolitana, in stazione centrale, che hanno scoperto un abile stratagemma per ricavare qualche euro a fine giornata.

lunedì, novembre 06, 2006

NOVE, otto, sette, sei...

Come accade per ogni aspirante scrittore, la partecipazione a presentazioni, aperitivi e quant'altro s'impone ed è un must. Specialmente all'inizio, quando hai voglia di uscire dalla clausura che ti ha costretto la rifinitura del lavoro.
Ho voluto affrontare la cosa di petto e, almeno tentativamente, con raziocinio. Così ho partecipato ad una serie d'incontri organizzati a Milano dalla Libreria Feltrinelli dal titolo "Come rimetterci le penne" e che sembrava fatto apposta, anzi lo era, per aspiranti autori. La titolazione degli incontri non era affatto ben augurante, anzi. Tale, quasi, da far desistere il poveretto scrivente.
E invece... Invece l'ardore che permane e prevale e persiste e insiste, evita la ritirata. Fa andare avanti, come andare al fronte, o quasi.

Chiuso il ciclo (ve ne parlerò) la mia attenzione si è posata su altri incontri, disgiunti da cicli tematici particolari. Uno di questi, li cito in ordine sparso, riguardava la presentazione di un romanzo, Il Cristo Elettrico, scritto da Lello Voce, cinquantenne poeta, poeta di professione, poeta professionista (e con un nome del genere che cosa poteva fare diversamente?), ma sì, proprio così, forse si può addirittura campare con la poesia. Il personaggio di richiamo - devo ammettere che non conoscevo Lello Voce - era Aldo Nove. Ora devo stare attento a come scrivo e cosa scrivo. Prima o poi i citati ti leggono, sul web. Ci sono i motori di ricerca ed altre diavolerie di Google che ti avvertono quando compare il tuo nome nello spazio virtuale del www.

Quindi, attento alle citazioni, se scrivi il titolo di un romanzo, non sbagliare, non confondere i tomi, non fare tuttaquella gran confusione che in testa è lecita, ma scritta può trasformarsi in un boomerang. Beh, che dire? Mi aspettavo un Aldo Nove più Cannibale, anche nel vestire. Le foto che girano sono una cosa, la realtà è un'altra. Nove, leggermente abbronzato, curato nel vestire, oserei dire elegante, mi ha fatto venire in mente un giovane insegnante di filosofia di qualche liceo bene della città.

l'incontro, comunque, al di là delle note di colore, è stato molto interessante. Secondo me vale la pena darci un'occhiata. L'autore ha citato Manzoni in un contesto che non sembrava presagire nulla di "cattolico", o di letteratura "cattolica". La storia raccontata riguarda un drogato, l'Egidio, ma è l'idea, piuttosto, un giudiziosull'intellettuale di oggi che, appunto, ha una patologia da dipendenza. Ma il punto era: andare a parlare oppure no con Aldo Nove? Raccontargli del mio romanzo? No, non ce l'ho fatta. Ho preferito ascoltare. Imparare. Ci sarà tempo, forse, per parlargli.

(p.s. Aldo Nove è il curatore di una collana per Tea)

Il sito di Lello Voce
http://www.lellovoce.it/
Il sito di Aldo Nove http://www.aldonove.com/
(continua)